FAQ

Certamente, siamo in tre ad effettuare la progettazione delle linee vita/sistemi anticaduta, di cui due abilitati ai sensi della ex 494. Nello specifico il Sig. Artz (titolare dell’azienda) e il geom. Guerrieri eseguono anche i sopralluoghi e le prove di estrazione o collaudi statici delle linee vita o sistemi anticaduta, mentre il nostro strutturista si occupa delle verifiche teoriche e della progettazione di strutture di rinforzo nei casi in cui il tetto o la struttura non siano idonei a sostenere i carichi.
Effettuiamo l’installazione dei sistemi anticaduta/linee vita con una delle nostre squadre oppure forniamo supporto tecnico a chi desidera installare autonomamente i sistemi anticaduta/linee vita, offrendo anche una breve formazione agli installatori. Nei casi particolari ci affidiamo a ditte esterne di nostra fiducia.
Anche sul vetro! Disponiamo di un catalogo completo di sistemi anticaduta, dalla linea flessibile per uso residenziale alla linea rigida per uso industriale, linee verticali e sistemi specifici per coperture in lamiera grecata o altre coperture fragili. L’unico limite è la calpestabilità del tetto. Ci sono capitate richieste di installazione su tetti in Eternit non calpestabili, che naturalmente non risultano idonei.

Dipende dalla struttura. Solitamente vengono utilizzati:

  • Resine chimiche (cemento armato e legno lamellare)
  • Incravattaggio (carpenterie metalliche e legno massello)
  • Inghisaggio (travi in cemento durante la fase di getto)

I sistemi rispettano gli standard richiesti dalle norme EN 795 ed EN 353.

In particolare:

  • fino a 5 operatori per linee vita con sistemi Travspring a doppio assorbitore;
  • fino a 3 operatori per linee vita con un solo assorbitore;
  • campate massime di 15 metri tra gli appoggi.

Prima di valutare il costo di un prodotto è importante conoscerne le caratteristiche. Durata nel tempo e garanzie del produttore rappresentano valori fondamentali.

Molti fattori influenzano la corrosione dei prodotti zincati a caldo, tra cui:

  • presenza di fumi corrosivi;
  • zincatura non corretta;
  • danni durante trasporto e installazione;
  • infiltrazioni d’acqua che possono corrodere la base del supporto.

Per questo motivo vengono utilizzati supporti in acciaio zincato con uno spesso strato di zinco che garantisce una durata di almeno 40 anni.

La pagina rimanda inoltre a un articolo dedicato al prezzo di una linea vita.

Sì, è possibile acquistare direttamente il sistema anche come privato.

L’installazione, tuttavia, deve essere certificata da un’azienda con regolare partita IVA operante nel settore delle costruzioni, che si assume la responsabilità della corretta posa secondo:

  • le istruzioni del produttore;
  • il progetto;
  • le verifiche strutturali.

Non esiste un albo ufficiale degli installatori. Qualsiasi impresa del settore costruzioni può installare un sistema anticaduta, mentre alcuni produttori organizzano corsi di formazione e rilasciano attestati.

La verifica di idoneità strutturale richiesta dal DPGR 62/R è sempre specifica per l’immobile interessato.

Deve essere redatta da un professionista abilitato, firmata in originale e indicare:

  • il punto di installazione;
  • il metodo di fissaggio;
  • la capacità della struttura di sopportare i carichi previsti.

Gli ancoraggi sono certificati, ma la struttura che li ospita deve essere verificata caso per caso. In presenza di strutture non adeguate possono essere necessari interventi di rinforzo.

È importante evitare verifiche generiche o copie di altri cantieri.

La normativa regionale DPGR 62/R del 2005 stabilisce che:

  • l’elaborato tecnico della copertura viene redatto in fase di progettazione dal Coordinatore per la Progettazione o, se non previsto, dal progettista;
  • viene completato a fine lavori dal Coordinatore per l’Esecuzione o dal Direttore dei Lavori;
  • deve essere aggiornato in caso di modifiche;
    deve essere consegnato al nuovo proprietario in caso di trasferimento dell’immobile;
  • costituisce parte integrante del fascicolo dell’opera.

Con il D.Lgs. 81/2008 vengono confermati gli obblighi del Coordinatore per la Progettazione, tra cui:

  • redazione del Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC);
  • redazione del Fascicolo dell’Opera contenente le informazioni utili alla prevenzione e protezione dai rischi.

Solo gli ancoraggi mobili di:

  • Classe B (treppiedi, linee orizzontali temporanee, aste da infissi, ecc.);
  • Classe E (ancoraggi a corpo morto);

devono essere marcati CE.

Gli ancoraggi permanenti di classe A, C e D non richiedono marcatura CE.

La Circolare n. 3 del Ministero del Lavoro del 13 febbraio 2015 chiarisce infatti che i dispositivi di ancoraggio installati permanentemente nelle opere di costruzione non rientrano nel campo di applicazione del D.Lgs. 475/92 e quindi non devono riportare la marcatura CE come DPI.